In occasione della visita pastorale di Papa Leone XIV a Lampedusa, il Dicastero per gli Istituti di Vita Consacrata e le Società di Vita Apostolica propone una serie di testimonianze che raccontano come religiose e religiosi, in diversi continenti, condividano la vita delle persone e delle comunità.
È possibile costruire fraternità in un tempo segnato da conflitti, migrazioni e disuguaglianze?
La visita pastorale di Papa Leone XIV a Lampedusa riporta al centro dell'attenzione una domanda che interpella la Chiesa e la comunità internazionale.
L'isola, da anni tra i principali approdi delle rotte del Mediterraneo centrale, continua a raccontare il dramma di chi fugge da guerre, violenze e povertà, ma anche la scelta di chi ogni giorno accoglie e condivide il peso di questa realtà.
Una comunità che vive accanto ai migranti
Dal 2013, dopo l'appello lanciato da Papa Francesco durante la sua visita a Lampedusa, una comunità intercongregazionale della UISG vive stabilmente sull'isola. Religiose appartenenti a congregazioni diverse condividono la missione di accompagnare i migranti e di sostenere, nello stesso tempo, la comunità locale.
Quando la Guardia Costiera segnala uno sbarco, raggiungono il Molo Favarolo insieme agli altri operatori. Molte delle persone che arrivano portano nel corpo e nella memoria le ferite della violenza, delle torture e del viaggio. «Per noi l'importante è la presenza», afferma suor Antonietta Papa, coordinatrice del progetto Migranti Sicilia-Lampedusa. Una presenza fatta di ascolto, vicinanza e preghiera, nei primi momenti dell'approdo.
L'impegno continua poi nella parrocchia, nel Centro di ascolto della Caritas e nelle visite agli anziani, ai malati e a chi vive situazioni di solitudine. «Molti dei migranti che arrivano sono catechisti, presidenti di comunità, fanno parte di una Chiesa molto viva e possono realmente, se accolti, diventare missionari», osserva ancora suor Antonietta.
(Video - Italy | Lampedusa: the mission among migrants and the local community)
Da Lampedusa, uno sguardo che attraversa la vita consacrata nel mondo
La testimonianza di Lampedusa appartiene alla serie Sorelle e Fratelli Tutti, otto filmati che il Dicastero per gli Istituti di Vita Consacrata e le Società di Vita Apostolica propone in occasione della visita di Papa Leone XIV. Dall'isola del Mediterraneo al Libano, dal Sud Sudan al Gabon, dall'Australia all'Ucraina, la serie raccoglie esperienze di consacrate e consacrati che, in contesti molto diversi, condividono la vita delle persone e mostrano come la fraternità possa tradursi in scelte quotidiane.
Ad aprire il percorso è Pellegrini di Pace sulla via della Speranza, il filmato dedicato alla mostra itinerante promossa dal Dicastero e realizzata da Mediacor. *
Attraverso immagini e testimonianze, la mostra propone una riflessione su tre temi che attraversano il magistero della Chiesa e la missione della vita consacrata: la fraternità universale, la cura del creato e l'ascolto del grido dei poveri. Un'esposizione già presentata a migliaia di consacrate e consacrati a Roma e oggi disponibile come strumento di formazione per istituti di vita consacrata, società di vita apostolica, diocesi, parrocchie e altre realtà ecclesiali.
La fraternità ha molti volti
Le altre testimonianze raccontano esperienze nate in contesti molto diversi tra loro, ma accomunate dalla scelta di condividere la vita delle persone.
In Libano, il Fratelli Project, promosso dai Fratelli delle Scuole Cristiane e dai Fratelli Maristi, accompagna bambini rifugiati siriani e iracheni insieme a bambini libanesi in situazione di vulnerabilità, offrendo percorsi educativi, sostegno alle famiglie e spazi nei quali ricostruire fiducia e futuro.
In Sud Sudan, la missione intercongregazionale Solidarity with South Sudan, nata su richiesta della Conferenza episcopale cattolica sudanese e sostenuta dalla UISG, dalla USG e da numerose congregazioni religiose, investe nella formazione di insegnanti, infermieri e ostetriche, nello sviluppo dell'agricoltura sostenibile e nei programmi di riconciliazione e accompagnamento delle comunità, contribuendo alla ricostruzione di uno dei Paesi più segnati dalla guerra.
Dal Gabon arriva la testimonianza di suor Marie-Sidonie, della Congregazione dell'Immacolata Concezione di Castres, che racconta il proprio servizio nel Dialogo Nazionale del 2024, avviato dopo decenni di dittatura. Un'esperienza vissuta nel segno dell'ascolto, dell'imparzialità e della ricerca del bene comune, mostrando come la vita consacrata possa contribuire ai processi di riconciliazione di un'intera nazione.
In Australia, suor Philippa Murphy condivide l'esperienza della sua congregazione accanto al popolo Tiwi. Da oltre un secolo le religiose vivono in quella terra insieme alle comunità indigene; oggi la missione prosegue con un progetto intercongregazionale, privilegiando l'ascolto, il rispetto della cultura locale e il dialogo con le First Nations.
L'ultimo racconto conduce in Ucraina. Dall'inizio della guerra, religiose e religiosi, insieme a comunità cattoliche in Ucraina e in Austria, hanno aperto monasteri e case religiose per accogliere le famiglie costrette a fuggire, offrendo assistenza umanitaria, sostegno educativo e accompagnamento spirituale. Un'opera che continua a sostenere migliaia di persone segnate dal conflitto.
La serie si conclude con un filmato composto esclusivamente da immagini provenienti da queste esperienze. Volti, luoghi e storie accompagnano lo spettatore verso le stesse domande con cui il percorso si era aperto.
Come diventare sorelle e fratelli tutti?
Le testimonianze raccolte dal Dicastero mostrano che la fraternità non nasce da un'idea astratta, ma prende forma ogni volta che donne e uomini scelgono di condividere la vita degli altri, soprattutto dove la dignità della persona è più esposta alla prova. È il richiamo che la visita di Papa Leone XIV a Lampedusa consegna oggi non soltanto alla vita consacrata, ma alla Chiesa e alla società intera.
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* La mostra itinerante Pellegrini di Pace sulla via della Speranza può essere richiesta da istituti di vita consacrata, società di vita apostolica, comunità religiose, diocesi, parrocchie e altre realtà ecclesiali.
Per favorire la diffusione nei diversi continenti sono disponibili anche i file aperti dei pannelli, così da consentirne la traduzione e l'adattamento nei vari contesti locali.
Per informazioni: info@mediacor.it – +39 348 761 9700.